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data: 20.05.2022
distanza: 107km
dislivello: 1405d+
bicicletta: Bianchi Infinito CV
ciclista: Giannino

Le foto su Instagram della Mole Antonelliana e della Torre di Pisa in miniatura di roccia mi hanno incuriosito tanto da programmare un giro fino a Vrù, nelle Valli di Lanzo. Ma visto che era di strada ho deciso di metterci in mezzo anche una salita al Santuario di Sant’Ignazio, così, giusto per scaldare le gambe. Mi è sembrata più corta dell’altra volta, ma non meno faticosa. Per arrivare a Vrù invece ho dovuto deviare dopo Ceres e passare per Cantoira. La strada che porta al piccolo borgo è breve, ma male asfaltata e con pendenze di tutto rispetto. Una volta arrivato su pensavo di trovarmi subito davanti le due super fotografate costruzioni in pietra ma invece no. Allora ho fatto quello che si faceva una volta, quando GPS e Smartphone non esistevano, ho chiesto ad un anziano signore che era seduto fuori casa. Mi ha indicato un sentiero e stimato circa 15 minuti di percorrenza. Il sentiero in questione è quello che porta a Rivinin, una borgata più su. Sentiero facile se lo percorrete a piedi o con una gravel, facilissimo in mountainbike. Io ovviamente ero con la Bianchi e con le solite scarpette carbon, ma ci sono arrivato comunque senza troppi problemi. In cima c’è un Club Alpino e le due costruzioni in pietra, molto molto carine e fatte bene. Volendo proseguire si arriva alle miniere. Tornando indietro ho scelto un altro ramo del sentiero per passare all’interno di Vrù e questa scelta è stata più che azzeccata. Vrù è un borgo bellissimo, con le sue costruzioni in pietra e tanti modellini di case, mulini e personaggi sparsi un po’ ovunque. C’è qualche richiamo al passato minerario e alcune gabbie con dei conigli, merita proprio una visita. Discesa con estrema prudenza, tranquillo fino a Lanzo e poi gas aperto per il drittone della Mandria.

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